Carlo Marrazzo

Managing Director ed esperto di customizzazione

Esperto di miglioramento delle performance dei processi, inizia il suo percorso professionale nel settore automotive, per poi spostarsi nella consulenza di direzione.

Ha impostato e condotto con successo numerosi progetti di Lean Transformation e Operational Excellence in diversi settori aziendali, dapprima come manager di importanti gruppi aziendali e poi come consulente di direzione.

Nel corso degli anni si è specializzato, soprattutto, nell’ottimizzazione delle performance di produzioni su commessa, dove i clienti finali richiedono prodotti ad alto contenuto di customizzazione.

È un professionista con un forte focus sul risultato e con una grande capacità di guidare persone e organizzazioni nel raggiungimento di obiettivi sfidanti.

È ideatore di ValueXcellence, il primo approccio per il miglioramento delle performance globali della catena del valore, dedicato alle aziende che, come la tua, fanno o intendono fare della customizzazione di prodotto una delle loro principali leve strategiche.

Standardizzare o customizzare?

Il dilemma che spesso si pongono le aziende relativamente ai loro prodotti è: standardizzare per contenere i costi ed essere più competitivi o customizzare per provare ad attrarre nuove nicchie di mercato dove esercitare la propria leadership?

La soluzione a questo dilemma diventa tanto più complessa quanto più ci spingiamo verso prodotti e produzioni complesse, come ad esempio quelle relative ai settori dei mechanical equipment, dell’industrial automation o dell’oil&gas.

E se ci fosse, invece, la possibilità di cogliere entrambe le opportunità?

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La customizzazione, uno straordinario elemento di competitività per le aziende

Le aziende, per poter essere competitive, hanno bisogno di differenziare i loro prodotti”. Molte volte e in diverse occasioni ho sentito questa affermazione tanto che ora mi sembra quasi scontata. È una frase che nasce da un’esigenza evidente e condivisibile: il mercato è quasi saturo, il livello di consapevolezza dei consumatori sempre più alto, così per riuscire a conquistare il cliente e vendergli il proprio prodotto è necessario puntare sulla differenziazione dell’offerta e sulla capacità di soddisfare specifiche esigenze.

Tu sei d’accordo?

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I 3 livelli di gestione di una produzione ETO

Nell’ambito delle produzioni complesse, una delle principali difficoltà che si riscontrano è la sincronizzazione delle varie fasi di processo. Le aziende che lavorano “a commessa”, in particolare quelle che hanno un modello logistico-produttivo del tipo Engineered ro Order, spendono tempo ed energie per minimizzare l’impatto di questo problema sulle tempistiche realizzative dei loro prodotti e sul rispetto delle tempistiche di consegna ai loro clienti.

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Aziende con prodotti Engineered to Order: le 4 caratteristiche da allenare (a cura di Paolo Ferrarini)

In Italia esiste un elevato numero di aziende che si occupano di progettare e costruire prodotti complessi.

Si tratta tipicamente di impianti, macchinari, linee di assemblaggio o riempimento, imbarcazioni, etc.

Il mercato definisce tipicamente questi prodotti “su commessa”. Tecnicamente si definiscono prodotti Engineered to Order, a sottolineare il fatto che il cliente non si accontenta di acquistare il prodotto standard ma richiede che il suo prodotto specifico sia progettato e realizzato per soddisfare le sue esigenze.

Queste aziende – riconosciute nel mondo per le loro capacità tecniche e per l’affidabilità dei loro prodotti – costituiscono una dorsale importante per l’economia italiana ma anche, forse soprattutto, un asset su cui scommettere ed investire nei prossimi anni per dare una spinta all’export ed alla ripresa economica del nostro paese.

Quali sono, allora, le caratteristiche che devono essere allenate o rinforzate per continuare a competere e mantenere la leadership di mercato in questo ambito?

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Il ruolo dell’architettura di prodotto nella customizzazione

Sai cos’è l’architettura di prodotto?

Nelle aziende che realizzano manufatti complessi se ne parla spesso. Con questa espressione indichiamo lo schema con cui i diversi componenti vengono progettati per interagire tra di loro ed assicurare le funzionalità richieste da un oggetto, una macchina o un sistema. Agli estremi di quella che definiamo architettura di prodotto, troviamo invece il concetto di progettazione modulare, da una parte, e, dall’altra, quello di progettazione integrale.

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I 4 benefici di una Supplier Association in una produzione ETO

Una delle pratiche manageriali che permettono di ottenere risultati interessanti nell’ambito delle produzioni complesse, ad alto contenuto di progettazione ed ingengeria, è la creazione e gestione di una Supplier Association.

Se il concetto di Supplier Association permette di raggiungere risultati interessanti negli ambiti della produzione di massa, è molto probabile che all’aumentare della complessità del modello produttivo la sua applicazione possa ulteriormente enfatizzare i benefici.

Sono 4 i principali benefici.

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Obeya Room: avreste mai immaginato la sua applicazione nella gestione delle produzioni a commessa?

 

 Le origini della Obeya Room

Obeya Room, letteralmente tradotto come “grande stanza”.

Molto più di un tool, un vero e proprio metodo.

La sua origine, almeno stando alle fonti Toyota, la si deve a Takeshi Uchiyamada, intorno alla seconda metà degli anni ’90.

La storia parte nel 1994, quando Takeshi fu nominato Chief Engineer del progetto per lo sviluppo della nuova piattaforma Prius, la prima automobile ibrida benzina-elettrica al mondo prodotta in serie. La sfida era enorme, non solo per le difficoltà tecniche legate ad un progetto così innovativo ma anche per le aspettative temporali legate al lancio del nuovo modello. Nel 1995, infatti, la Toyota decise che il lancio commerciale sarebbe avvenuto nel 1997, a soli 3 anni dall’inizio operativo del progetto.

Nel pieno rispetto dei canoni della puntualità nipponica, ad Ottobre del 1997 la nuova Prius fu presentata al pubblico e dal mese successivo partirono le sue vendite.

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Il successo di un’azienda ‘a commessa’ si gioca sulle competenze core

In quest’articolo ho scelto di parlare di come poter individuare le competenze core di un’azienda. Ad un primo impatto, l’argomento potrebbe sembrare quasi fuori contesto rispetto ai temi di cui solitamente mi occupo.

Proviamo, però, ad analizzarlo nell’ambito della produzione custom-made e ritroveremo tantissimi spunti interessanti su cui ragionare.

 

Generalizzazione o specializzazione?

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La customizzazione di prodotto e i suoi 3 problemi

La capacità di realizzare prodotti customizzati è una leva strategica e commerciale molto forte che permette di ottenere sul mercato un vantaggio competitivo e duraturo. La realizzazione di prodotti customizzati, però, comporta per le aziende delle difficoltà poiché richiede in fase di progettazione e realizzazione specificità precise e diverse rispetto a quanto invece accade con una produzione standard.

L’obiettivo da raggiungere, dunque, potrebbe essere questo: offrire prodotti customizzati e avere un’organizzazione interna capace di gestire ogni singola commessa come fosse un progetto a sé.

 

Facile a dirsi, un po’ più difficile da realizzare. Ma può essere una sfida possibile!

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Come si applica il project management nelle produzioni custom-made?

Per fronteggiare e ridurre al minimo l’impatto delle tre categorie di problemi descritte nell’articolo precedente, uno degli strumenti più utili è il project management. Certo, proprio il project management, hai letto bene!

Credo che tutti noi conosciamo, almeno in maniera superficiale, in cosa consiste il project management o magari, pur non conoscendolo, abbiamo provato a installare un’applicazione che ci permettesse di utilizzare i suoi metodi e tools di lavoro.

Se così fosse, mi domando: come mai le aziende, con uno o più project manager, soffrono dei problemi che ho presentato?

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La gestione strategica del Procurement in contesti Engineer to Order (a cura di Claudio Bruggi)

Le organizzazioni che operano in contesti ad elevato contenuto di personalizzazione del prodotto si trovano a gestire il trade-off tra:

  • il valore aggiunto percepito dai clienti e derivante dai contenuti taylor made offerti,
  • i costi derivanti dai processi che partono dall’engineering, attraversano una supply chain dinamica e non ottimizzata per un flusso ripetitivo, assorbendo costi difficili da controllare nella condizione di dover rispettare tempi concordati e talvolta contrattualizzati con i clienti.
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La valutazione dei fornitori nelle produzioni a commessa

Nell’ambito industriale la selezione di un fornitore è una delle attività più delicate e complesse del procurement. Entrano in gioco una serie di aspetti da tenere in considerazione, che vanno ben oltre quelli legati al prezzo del bene da comprare. I principali riguardano:

– gli standard qualitativi del potenziale fornitore;

– la solidità economica e finanziaria;

– l’affidabilità dei suoi processi ed il livello di servizio.

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LA CUSTOMIZZAZIONE VENDE!

Sempre più concorrenza, sempre meno danaro circolante, sempre più saturazione del mercato.

Le vendite sono oramai plafonate. Quindi? Ci arrendiamo e dichiariamo che più di così non si può crescere?

Magari tante aziende lo fanno, e si accontentano di sopravvivere. Alcune altre, invece, sperimentano strade alternative per battere la concorrenza e conquistare clienti, volumi e fatturati.

Tra le opzioni possibili per uscire da questo stato di cose c’è, sicuramente, la customizzazione di prodotto.

E’ una strategia nota, praticamente da sempre, nei settori B2B – dove molto spesso il cliente sceglie o richiede caratteristiche specifiche per il “suo” prodotto. Nei settori B2C, invece, non sono ancora tanti i casi dove la customizzazione è diventata una strategia sistematica per favorire la crescita e combattere la concorrenza.

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L’outsourcing nelle produzioni complesse

Sai cos’è l’outsourcing? L’outsourcing è quel processo attraverso il quale le aziende affidano ad un fornitore esterno un’attività o un servizio.

 

Il grado di innovazione, anche in questo ambito, ha raggiunto livelli alti e ha generato nel corso del tempo importanti cambiamenti, sia nei modelli di business adottati dalle aziende sia nel modo in cui queste generano valore. Oggi non è difficile trovare aziende che si occupino di trasformazione o di assemblaggio, il cui modello di business non prevede la presenza di magazzini: il rifornimento delle linee di trasformazione, la consegna dei kit alle linee di assemblaggio e, addirittura, la gestione e la consegna del prodotto finito vengono affidate ad un operatore esterno specializzato. E sulla scia di questo esempio, se ne possono trovare molti altri: vi sono realtà che scelgono l’outsourcing delle attività di procurement o di quelle di manutenzione degli impianti.

 

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