Emprover in action #4 – Per sviluppare le competenze non bastano le conoscenze

Molto spesso si dice che le persone, per poter lavorare bene e dare il meglio di sé, devono essere competenti. Ma cosa significa essere competenti in un determinato ruolo o compito?

Dare una definizione univoca di competenza è un compito arduo: per fare chiarezza preferisco quindi  ricorrere al termine utilizzato dalla lingua inglese, “know-how”, che letteralmente significa “sapere-come”.

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Emprover in action #3 – A caccia di flusso

Come è noto da tempo, soprattutto per chi si occupa di “lean production”, il miglioramento delle performance aziendali passa attraverso la trasformazione dei processi aziendali in “flussi di attività”.

Le migliori performance dei processi si ottengono quando le attività “fluiscono” attraverso il processo senza mai interrompersi, i 7 sprechi sono l’evidenza di un interruzione del flusso di attività e il takt time, il one-piece-flow e il pull system sono i principi del modello per disegnare il flusso.

La cosa curiosa è che, parlando di persone, gli psicologi affermano che le persone danno il massimo delle performance proprio quando si trovano il uno “stato di flusso”……..

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Emprover in action #2 – Avere una visione chiara dei processi e delle persone della tua azienda

Perché i progetti di miglioramento talvolta non hanno successo e spesso non si riescono a mantenere nel tempo i risultati raggiunti?

Per risultati importanti e soprattutto per risultati ancora migliori nel tempo è necessario avere dei modelli di riferimento sia per i processi che per le persone. Lato processi i modelli sono già noti da tempo: lean production e 6Sigma. Lato persone forse i modelli sono meno noti: positive leadership e coaching umanistico.

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Storia di un Emprover Ultimo episodio – Essere un Emprover

Qual è il compito principale di un Emprover? Liberare le tante energie e potenzialità che sono nascoste in quasi tutte le persone che lavorano in azienda. Nessuno, infatti, per quanto possa essere preparato, capace e motivato potrà mai essere tanto efficace quanto un’intera organizzazione che lavora insieme verso un obiettivo comune. Certo è più difficile far crescere un gruppo, è più facile agire da soli; questo approccio individualista, però, pur essendo comprensibile, non è accettabile. Sai il perché? Per un semplice motivo: non funziona!

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Storia di un Emprover – Episodio 9 – Il significato di eccellenza operativa

Sul significato di eccellenza operativa si sono versati fiumi di inchiostro ed è da così tanto tempo che se ne parla, che ormai l’argomento non desta quasi più alcun interesse.

Per eccellenza operativa si intende il più delle volte la situazione in cui l’azienda è in grado di ottenere dai propri processi delle performance superiori a quelle dei concorrenti, in termini di costi, qualità e servizio al cliente: è eccellente l’azienda leader che supera tutti i suoi concorrenti nel mercato di riferimento.

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STORIA DI UN EMPROVER Episodio 5 – L’essenza del lato “hard” per essere un Emprover

Le competenze ‘hard’ necessarie per migliorare i processi aziendali possono essere ricondotte al modello lean e all’approccio 6σ. Sono modelli dei quali in Italia si parla da più di vent’anni, seppur sono stati chiamati in modi diversi (per esempio WCM – World Class Manufacturing) e sono stati integrati con altre tecniche e strumenti, non sempre pertinenti.

 

Qual è il rischio e la giusta strada da percorrere?

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STORIA DI UN EMPROVER Episodio 3 – L’amara sorpresa e la scoperta

Quando un programma di miglioramento dei processi aziendali ha avuto veramente successo? Io ho sempre pensato che la risposta a questa domanda debba essere: ‘quando il risultato ottenuto non solo viene mantenuto nel tempo, ma diventa il punto di partenza per altri miglioramenti, portati avanti in autonomia da tutta la struttura aziendale’. E quando parlo di struttura aziendale intendo tutte le persone, inclusi operatori ed addetti, e non solo middle e top management.

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STORIA DI UN EMPROVER Episodio 2 – I primi anni

Studio da sempre, prima per conseguire la laurea all’Università e poi per migliorarmi. Da quando sono entrato nel mondo del lavoro, infatti, non ho mai smesso di leggere, studiare, approfondire e questo mi ha permesso di crescere professionalmente tutti i giorni. Sui banchi di scuola mi hanno spiegato in dettaglio che cosa fossero i processi aziendali e come sarebbe stato opportuno gestirli: organizzazione aziendale, controllo di gestione, pianificazione strategica, gestione della produzione, marketing.

Ho sostenuto trenta esami per laurearmi: è stata una vera fatica! Ricordo che il giorno della laurea il Magnifico Rettore ci disse che, in realtà, per completare il nostro percorso di studi avremmo dovuto sostenere anche esami di sociologia e psicologia sul lavoro: ero così felice quel giorno che non diedi la giusta importanza alle sue parole.

Quei consigli si rivelarono poi preziosi, scopri perché.

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